Il fantasma dell'astensionismo e la sfiducia nel mainstream
Le recenti elezioni hanno confermato un trend preoccupante: la democrazia rappresentativa tradizionale sta perdendo appeal, specialmente tra le nuove generazioni. Nel 2026, l’astensionismo non è più solo un segnale di protesta, ma un sintomo di una frattura profonda tra il "palazzo" e la vita reale dei cittadini. Le persone percepiscono i partiti come strutture autoreferenziali, incapaci di rispondere a sfide globali come il cambiamento climatico o l'instabilità economica. Questa sfiducia ha alimentato narrazioni anti-establishment, ma ha anche aperto la porta a esperimenti politici innovativi che cercano di riportare il cittadino al centro del processo decisionale, superando la delega in bianco tipica del voto quadriennale.
Le Assemblee dei Cittadini: una nuova via per il consenso
In risposta alla crisi dei partiti, nel 2026 si sono moltiplicate le "Assemblee dei Cittadini" (Citizen Assemblies). Si tratta di organi consultivi formati da persone estratte a sorte, rappresentative della popolazione, che lavorano a stretto contatto con esperti per proporre soluzioni su temi complessi e divisivi. Questo modello, già sperimentato con successo su questioni ambientali, permette di superare la polarizzazione tossica dei social network e dei talk show. In queste assemblee, il confronto è basato sui dati e sul dialogo pacato, portando a raccomandazioni che spesso i politici tradizionali non avrebbero il coraggio di proporre per paura di perdere voti. È la rinascita di una democrazia deliberativa che integra e arricchisce quella parlamentare.
Il ritorno del localismo e la politica di prossimità
Se la politica nazionale appare spesso distante e impotente, è a livello locale che nel 2026 si stanno vincendo le battaglie più importanti. La politica di prossimità, focalizzata sui quartieri, sulle città e sulle comunità regionali, sta vivendo una nuova stagione di attivismo. Dalla gestione dei beni comuni alla creazione di comunità energetiche, i cittadini stanno riscoprendo che la politica è prima di tutto "fare insieme". Questo neo-municipalismo sta diventando un laboratorio per nuove forme di governo, dove la trasparenza amministrativa e la partecipazione diretta sono facilitate dalle piattaforme digitali civiche. Il 2026 ci insegna che per salvare la democrazia su grande scala, dobbiamo prima di tutto curare le radici locali del vivere civile.


