Com’è Nata La Tradizione Delle Uova Di Pasqua?

Origini E Diffusione Di Un’Usanza Carica Di Significato

Grandi, piccole, di cioccolata o naturali, decorate o colorate: le uova pasquali oggi vengono realizzate veramente in tantissimi modi diversi per la gioia di tutti noi che ne acquistiamo e regaliamo in quantità sufficienti sia a soddisfare i desideri di chi ama rispettare la tradizione che quelli di chi le sfrutterà per fare dolci di vario tipo per tutto il resto dell’anno. Oggi vogliamo parlarvi di questa bella tradizione, delle sue lontane origini che magari potranno aggiungere alla Pasqua un significato aggiuntivo da condividere con famigliari e conoscenti.

Una tradizione millenaria

Sin dai tempi più antichi, l’uovo è simbolo di fertilità e di vita. Tracce dei significati attribuito ad esso e della tradizione di decorarle ci riportano addirittura al periodo dell’Egitto predinastico (3900 a.C.), quando le uova di struzzo venivano decorate e depositate nelle tombe dei sovrani proprio perché simbolo di morte e rinascita. Questa tradizione è stata in seguito riscontrata anche presso anche culture e civiltà, come quella sumerica e minoica.
Molte tradizioni antiche usavano fare dono delle uova per celebrare l’arrivo della primavera, come ad esempio quella ucraina antica, per la quale l’uovo rappresentava il Sole e sul quale venivano raffigurate immagini di grano e cereali per festeggiare il nuovo raccolto.

La diffusione nell’Europa cristiana.

Nella cultura cristiana, il ricorso alle uova risale alle primissime comunità cristiane della Giudea romana (attuale Siria), che vi ricorrevano colorandole di rosso in memoria del sangue di Cristo versato durante la sua crocifissione. La Chiesa Cattolica adottò ufficialmente la tradizione come simbolo delle resurrezione di Gesù nel 1614 con il Rituale Romanum, se ci pensate infatti, con il suo aspetto quasi roccioso all’esterno contrapposto alla (potenziale) vitalità del suo contenuto, l’uovo si presta bene alla rappresentazione del sepolcro del Messia cristiano.

L’usanza della sorpresa.

Secondo il sociologo Kenneth Thompson, la diffusione della tradizione delle uova pasquali nella cultura cristiana avrebbe seguito questo corso: “[…] si pensa sia partita dalla Persia, passando per le chiese cristiane greche del Medio Oriente e da lì acquisita sia a est, in Russia, attraverso la cristianità ortodossa, che a ovest dove fu adottata o dai cattolici o dai protestanti e in seguito diffusasi in tutta Europa”.

L’usanza di porre al loro interno una sorpresa sembra derivi dall’opera del famoso gioielliere e orafo russo Peter Carl Fabergé, che nel 1885 donò una delle proprie creazioni alla zarina Marija Fëdorovna riscuotendo un successo tale che da allora suo marito l’imperatore Alessandro III gliene commissionò almeno uno all’anno, lasciando il maestro orafo libero di decidere la fantasia e i preziosi materiali da utilizzare, ma con l’accordo che all’interno di ognuno di essi ci fosse una sorpresa per l’imperatrice.

L’uovo di cioccolato.

L’usanza di realizzare le uova di Pasqua in cioccolato risale sempre all’Ottocento e arriva da un’altra nobile corte, quella francese dei Borboni: già all’epoca se ne realizzavano di cioccolato ma piene (prive di sorpresa) e verso la fine del secolo vennero introdotte anche in Inghilterra dalla fabbrica di cioccolato J. S. Fry & Sons.
Oggi ricorriamo un po’ a tutte queste tradizioni e in alcuni casi le applichiamo anche a divertenti giochi come la tradizionale caccia all’uovo che si svolge nel Nord d’Europa e negli Stati Uniti.

E voi? Quante uova di cioccolato prevedete di mangiare a Pasqua? Ne decorerete qualcuna di quelle naturali?

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